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data news 13/05/2019
Casa. Le novitą del 2019

Se si volesse individuare una linea comune a tutti (o quasi) gli interventi che Parlamento e Cassazione hanno messo in campo tra la fine del 2018 e questi primi mesi del 2019 nel settore immobiliare, si riconoscerebbe facilmente il concetto del riuso, della semplificazione, dell’incoraggiamento a un mercato molto fermo nei valori e nelle iniziative.

Accanto alle numerose leggi e sentenze che mirano alla semplificazione (per esempio valorizzando la Scia, procedura
decisamente meno macchinosa del permesso di costruire), nel Dl Crescita, varato pochi giorni fa dal Governo è contenuta un norma che potrebbe rappresentare un’importante base di partenza per rispondere alle istanze di rigenerazione urbana che il mondo edilizio e
ambientalista sostiene con forza. La disposizione, infatti, prevede che un’impresa costruttrice o ristrutturatrice possa acquistare interi edifici da demolire e ricostruire pagando le imposte sulla compravendita in misura fissa, cioè 600 euro in tutto.
Il testo è molto generico e mal congegnato e darà subito spazio a un nutrito contenzioso se in sede di discussione parlamentare non verrà riempito di contenuti ma intanto (come si legge nella relazione illustrativa) permetterà ai costruttori che hanno case nuove invendute di permutarle con edifici degradati nei centri storici, in aree dove realizzare nuovi immobili ad alta redditività ma anche fortemente caratterizzati da tecnologie antisismiche e di risparmio energetico.
 
Nello stesso senso va la possibilità, sancita dalla Cassazione poche settimane fa, di comprare un immobile anche se attualmente non in regola dal punto di vista edilizio. Una sentenza che semplifica la vita ai notai e ad acquirenti e venditori e che rende più snello il mercato. Altrettanto importante è la rimessa in gioco, sempre da parte della Cassazione, del concetto di «idoneità» della prima casa rispetto all’obbligo di poterne comprare una nuova solo se si è venduta la precedente anche se divenuta nel frattempo, appunto, non più adatta alla sua funzione.
Una pronuncia che permette di sbloccare molte decisioni di acquirenti rimaste in sospeso per l’eccessivo peso fiscale sul nuovo acquisto. Queste prese di posizione, nel complesso, incoraggiano il mercato e sono di sicuro aiuto per il mondo dell’intermediazione immobiliare.
 
Dal 2019 la riduzione del 50% dell’Imu prevista per le abitazioni concesse, con contratto di comodato registrato, a parenti in
linea retta di primo grado, si estende “in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori”. Sempre a condizione che il comodatario possieda al massimo due abitazioni, una utilizzata come propria abitazione principale e l’altra data in comodato.
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